sabato 4 febbraio 2017

Edi Rama a Firenze.

La Galleria Eduardo Secci è lieta di inaugurare, venerdì 24 febbraio 2017 dalle ore 18.00, nella sede espositiva di Piazza Goldoni di Firenze, la mostra personale di Edi Rama  (Tirana, 1964), artista e PrimoMinistro albanese. Una personalità politica sui generis che si è occupata non solo del risanamento economico del suo paese, dopo anni di crisi a seguito della caduta del comunismo, ma anche di farlo grazie a una spiccata sensibilità artistica ed ecologica che l’ha visto impegnato in numerosi processi di riqualificazione sociale, urbanistica ed etica.
La mostra si compone di disegni, sculture e wallpaper che si susseguono negli spazi della galleria senza soluzione di continuità, trasferendo a Firenze l’atmosfera del proprio ufficio a Tirana e termina con la proiezione del video che Anri Sala ha prodotto nel 2000 testimoniando il grande progetto di riqualificazione della città di Tirana promosso dal fraterno amico Edi Rama. In questi lavori si avver- te come Rama combini i suoi aspetti di artista e politico, dilatando la sua arte alla realtà politica, al punto che questi due ambiti sono diventati indistinguibili per lui. Infatti, lui stesso afferma come continui a dipingere durante le riunioni o durante le telefonate di lavoro come metodo di concen- trazione e astrazione allo stesso tempo.
In quest’ottica, sicuramente la serie “Doodles”, prodotta fra il 2000 e il 2012, rappresenta il filone più ampio della sua produzione. Disegni a pennarello abbozzati su semplici fogli della sua agenda in cui sono elencati tutti gli appuntamenti, scarabocchi che riflettono una sorta di agitazione interiore nella routine quotidiana di un uomo politico. Questi disegni esistono come frammenti di tempo, tro- vato lungo una giornata lavorativa, e possono essere visti come spartiti musicali. Disegni apparen- temente inconsci, che sembrano emergere dalla tradizione surrealista della scrittura automatica, e che si manifestano all’interno del suo tempo di lavoro, come qualcosa che dentro di lui cerca di fuggire dal posto di lavoro. Nello stesso modo le sculture diventano rendering improvvisati dei rifugi reali, caverne e grotte all’interno del subconscio di Rama. Sebbene il suo impegno politico lo assorba nell’ambito del quotidiano e proprio a causa della sua concentrazione in esso, egli trova l’esigenza di sentirsi libero e di fare altre cose contemporaneamente, una necessità che si rivela at- traverso questi disegni. Entrambe le attività hanno una propria temporalità e, a sua volta, portano con sé una propria intenzionalità.
Uno degli aspetti più interessanti di questi lavori è lo spazio fisico sospeso tra l’agenda di lavoro e il disegno, quello spazio di astrazione e di attesa. Una dimensione intermedia, in una complessa stratigrafia, che rivela lo spazio compresso e sottostante tra gli scarabocchi e i documenti di natura politica. Una zona di pensiero che rivela un’urgenza occulta e in cui Rama diventa un pianificatore di realtà, come l’ha definito l’artista Anri Sala.

Edi Rama (Tirana, 1964) vive e lavora a Tirana. E’ stato professore di pittura presso l’Accademia di Belle Arti e autore di diversi libri, le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive tra cui Biennale di San Paolo (1994), Haus der Kunst a Monaco di Baviera (2004), Centre Pompidou di Parigi (2010), Musée d’Art Contemporain de Montréal (2011), e il Tophane-i Amire Cultura e Art Center di Istanbul (2015).

Inaugurazione: 24.02.2017 dalle ore 18:30Date della Mostra: 24.02.2017 - 8.04.2017Orari dapertura: Lunedì Sabato 10.00/13.30 14.30/19.00 e su appuntamento Sede: Piazza Carlo Goldoni, 2 / Firenze

martedì 31 gennaio 2017

La nuova Arte Fiera di Angela Vettese ovvero la forza delle idee


di Marisa De Leonardis

La41esima edizione di Arte Fiera si è proposta all’insegna della qualità.
La sfida della nuova direzione artistica di Angela Vettese ha segnato un cambiamento percepibile anche ai non addetti ai lavori, all’interno della manifestazione fieristica e negli eventi esterni di Art City.
Una riflessione sul “senso” delle cose è iniziata dalla nuova veste grafica che ci sorprende e spiazza alla vista di immagini e textures naturali tutt’altro che rassicuranti e bucoliche, perché  “è dai momenti di muta, di identità smarrita, di difficoltà a leggere ciò che si vede che nascono le idee nuove e il pensiero ipotetico alla base dell’arte e di tutta la conoscenza. L’arte per me non è decorazione, ma sapere ed evoluzione del pensiero”. Una posizione davvero innovativa: porre la crisi del contemporaneo, la ricerca di un pensiero critico al centro del programma di una manifestazione che per definizione è mostra-mercato, operazione commerciale, occasione d’ interesse per galleristi e investitori.



Un rinnovamento che vuole affrancare Bologna dal consueto stile provinciale di affollato baraccone fieristico, vetrina rumorosa ed evanescente della piazza-mercato dell’arte, per agganciarla alla tendenza nazionale ed internazionale che lega ed eleva sempre più le fiere artistiche ad eventi culturali e a motori di creatività diffusa sul territorio.
I paradigmi del cambiamento? Qualità vs quantità-forma+contenuto. La formula sembra anche troppo semplice, ma si sa, e purtroppo spesso ce ne dimentichiamo, less  is more.

CORTESI GALLERY, Grazia Varisco, Vasi comunicanti

E’ bastato ridurre il numero delle gallerie (da 221 del 2016 a 153) e favorire gli stand con pochi artisti per rendere il percorso più fruibile e piacevole. L’allestimento minimal e razionale.

MARCOLINI, Mustafa Sabbagh, Made in Italy, 2016

Non sappiamo quanto sia frutto di selezione o di casualità ma il fil rouge  delle opere esposte sembra seguire e prediligere le linee essenziali dell’astrattismo.
Il sostantivo che esprime la percezione dell’insieme è sobrietà. Sembrano bandite le sperimentazioni più spettacolari ed attrattive di alcune passate edizioni così come una certa forzata allure da evento mondano.

EDOARDO SECCI, Monika Grzymala, 2016

E si percepisce che non è solo crisi economica quest’aura di essenzialità, ma desiderio di significato, con l’area d’ingresso ampiamente dedicata all’editoria, che declina verso il visitatore comune con una sezione dedicata alla fotografia “la sola forma d’arte praticata da tutti”, e verso il collezionismo interessato alle nuove proposte della sezione Nueva Vista nella rigorosa selezione di tre gallerie.

   GUIDI  & SCHOEN, Matteo Basilé, Terrae Motus, 2016

La sezione di lectures d’artista, nuova frontiera dell’arte performativa, si espande dalla fiera ai luoghi dell’arte cittadina, a cercare ispirazione e connessioni con il patrimonio culturale bolognese, risorsa preziosa mai abbastanza valorizzata, quando non addirittura dimenticata.

PALUDETTO, Maura Banfo, L’ascolto, 2016

Sinergia e resilienza, se non fossero termini ormai banalizzati nel loro uso, potrebbero essere i vettori del nuovo progetto  Arte Fiera, in un’epoca in cui avere il coraggio di un’ “azione intellettuale” è quanto mai anacronistico. Eppure, evidentemente, non impossibile. Rimettere al centro l’idea (non ideologica) ha riposizionato gli attori in campo, potenziando le risorse umane e materiali.

      MARELLA,  Abdoulaye Konaté, Composition en bleue personagge en blanc, 2017

La kermesse Art City che affianca da cinque anni la fiera, si è trasformata da evento collaterale delle istituzioni pubbliche e private bolognesi a luogo della sezione Polis: mostre ed eventi sul tema della convivenza e della rinascita dell’identità civica, in un percorso intenso e non sempre facile che attraverso fotografia, video, cinema, letture, si insinua nei musei, nelle gallerie, con un’esplorazione nell’immaginario sociale e artistico della città.

WR Mysteries of the Organism, Dusan Makavejev, 1971/85 min.
Museo Civico Archeologico

Passeggiare pensando
, sottotitolo della sezione Polis, è più di un invito, è una richiesta di attenzione che rimette al centro l’individuo nel suo essere sociale, un’esortazione a riappropriarsi del proprio pensiero e a misurare con passi propri uno spazio fisico ed esistenziale da cui ci si sente irrimediabilmente alienati. Ancora, se non fosse anacronistico, un richiamo alla militanza individuale e collettiva -sinergia e resilienza-,  e se non fosse troppo scontato,  alla certezza di cartesiana memoria “Cogito ergo sum”.

SPAZIO TESTONI, L’orMA, Il giardino delle delizie,  2016

domenica 29 gennaio 2017

SetUp 2017. Viaggio nel Paese delle Meraviglie alla scoperta dell’ arte contemporanea


di l.t.

L'atrio della stazione

SetUp ci accoglie con l’odore pungente di birra e di porchetta. Sono queste le prelibatezze proposte all’ingresso della stazione dove si svolge la manifestazione artistica.
Per chi non lo sapesse: SetUp Artfair Contemporary è allestita al primo piano dell’Autostazione di Bologna, nel labirinto degli ex uffici. L’edificio è stato costruito negli anni sessanta e porta tanti segni del “fascino del tempo”.
Scherzando con gli espositori abbiamo individuato diversi particolari di degrado, degni di essere esposti come vere e proprie opere d’arte: dalle infiltrazioni pittoriche sul soffitto alle grosse corde che sostengono un muro verde in compensato.
Ma lasciamo stare l’inospitalità del contenitore e passiamo al contenuto – fresco, vivace e gioviale.
La crescita di questa manifestazione, nata cinque anni fa, è evidente: i prezzi contenuti rispetto ad Arte Fiera incoraggiano sia la partecipazione delle gallerie, sia il collezionismo. In questa edizione SetUp può vantare un notevole salto di qualità e anche l’incremento delle presenze straniere - sono raddoppiate rispetto all’anno scorso. L’attenzione particolare per l’arte giovane è il segno di lungimiranza degli organizzatori che hanno scelto di investire nel futuro e contemporaneamente caratterizzarsi con un format speciale.

Appena entrati ci imbattiamo in un gigantesco Kalashnikov rivestito con innocenti sorpresine colorate in plastica (opera di Fabrizio Fontana). L’atmosfera è rallegrata dalle voci dei bambini. Per i piccoli visitatori è stato creato uno spazio speciale, dove si svolgono divertenti laboratori dedicati all’equilibrio, il tema guida di quest’anno di SetUp.

Un'opera di Fabrizio Fontana

Ci muoviamo con cautela  tra gli stand striminziti cercando di non  urtare le opere esposte. L’equilibrio è importante. Proseguiamo come nel Paese delle Meraviglie. L’installazione di Hannes Egger ci trascina in una visita immaginaria all’ Ermitage di San Pietroburgo. La voce recitante attraverso gli auricolari coinvolge la nostra fantasia e ci costringe ad immaginare anche le opere che non conosciamo o non ricordiamo.

L'installazione di Hannes Egger

I galleristi e gli artisti sono molto friendly e ci accompagnano con spontaneità nel nostro percorso.
Impalpabili composizioni di carta ritagliata, opere di Elisa Mearelli, ci fanno fluttuare nel mondo della leggerezza.

Sensi Arte, Elisa Mearelli "Il sogno della fenice" (particolare)

Il collettivo The Bounty Killart ci sorprende con l’ironia espressa in ceramica con grande perizia tecnica e i colti riferimenti al passato. “Espongono anche in ArteFiera” – si vanta il loro gallerista.

MetroQuadro, un'opera di The Bounty Killart

Vincenzo Paonessa risveglia il nostro inquietante legame con la natura primordiale.

Falcinella Fine Art, "Tenui involucri" di Vincenzo Paonessa

Flavia Bucci trasforma la quotidianità in un rituale. Ci tratteniamo a curiosare tra le immagini, a prima vista insignificanti, ordinate in una composizione che svela i segreti inconfessati di una persona.

Galleria 33, "Esercizi d'igiene" di Flavia Bucci

Un effetto simile provoca anche l’opera di Mohamed Larbi Rahali. L’artista presenta il suo racconto personale disegnando all’interno delle scatole vuote dei fiammiferi.

Saida Art contemporain, un'opera di Mohamed Larbi Rahali (particolare)

Fuliggine, carta, plastica, ceramica, corda - sono alcuni dei mezzi usati dagli artisti per esprimersi. La sperimentazione qui è di casa. Nuno Gil eleva il ruolo della semplice graffetta: la fa diventare un elemento che crea il ritmo nelle sue opere.

Mòdulo, "Untitled 2016" di Nuno Gil 


Giulia Manfredi conduce la sua ricerca intrappolando nella resina i frammenti della natura, aprendosi alla riflessione sulla vita e la morte.

Add-art, un'opera di Giulia Manfredi

Nello stand della ART and ARS gallery troviamo l’essenza dell’ equilibrio: sia nell’ allestimento, sia nelle opere.

ART and ARS gallery

Arte di Stefano Gioda fa godere la vista e stimola la mente: unisce l’eccellente tecnica all’invenzione. Delle sue creature fantastiche si potrebbe dire che sono mostruosamente raffinate.

Eggers 2.0, un'opera di Stefano Gioda

Il teatrino di José Luis Serzo presenta uno spettacolo onirico che vogliamo approfondire. Sono tanti gli artisti che suscitano la nostra curiosità. Alcuni li abbiamo visti già nelle edizioni precedenti, altri li abbiamo conosciuti ora.

Artizar, "Teatrorum" di José Luis Serzo (particolare)

Ci avviamo verso l’uscita, ma ecco che una fotografia di Jorge Fuemuena cattura la nostra attenzione: raffigura una casa-groviglio.  Riflettiamo sul parallelo con le atmosfere di desolazione e degrado nei dipinti di Jonas Burgert (attualmente esposti al MAMBO) e con le installazioni di Peter Buggenhout che comunicano la distruzione (al Palazzo de’ Toschi).  Sono le opere che rispecchiano il mondo in cui viviamo, la confusione che ci minaccia.
Ma siamo fiduciosi e ci diciamo: “La bellezza salverà il mondo”, citando Dostoevskij.
E’ finita la nostra visita nel Paese delle Meraviglie, siamo stati dentro tre ore circa.
Il venditore di porchetta nell’atrio si mette in posa per una foto. “Sono vegetariano” ci confessa.

ADDAYA centre d'art contemporani, un'opera di Jorge Fuemuena

giovedì 19 gennaio 2017

Дмитрий Павлович Федорин (1936-2012). Искусство как опыт откровения

20 января – 5 марта 2017 года

20 января в 18-00 в Библиотеке иностранной литературы состоится открытие выставки работ Дмитрия Павловича Федорина (1936-2012), организованной совместно с Государственным институтом искусствознания в рамках программы Выставочного отдела «Художник и библиотека».
Д.П. Федорин родился в д. Санники Московской области. В 1961 г. окончил Московское Высшее художественно-промышленное училище им. С.Г. Строганова, его собственная неповторимая манера сформировалась в 1960–1970-е годы.
Художник долго не выставлялся, свои работы показывал лишь самым близким друзьям. После первой выставки, открывшейся лишь в 1989 г., его творчество высоко оценили ведущие специалисты по современному искусству. Одним из первых был В.П. Цельтнер, который увидел в его искусстве целое «невостребованное художественное направление.., до сих пор так по-настоящему и не вошедшее в нашу жизнь, где федоринского так недостает».
Главная тема его творчества – искусство как непрерывающийся след внутренней жизни художника, а основная идея – создание «движущейся живописи», способной жить самостоятельно, видоизменяться, постоянно порождая новые образы.
Все исследователи творчества Д.П. Федорина отмечают его органическую связь с музыкой и поэзией, но, вместе с тем, его живопись не является опытом их стилизации. Каждый из рождающихся и преображающихся на наших глазах образов, не утрачивает свою «летучесть», но обладает пластической конкретностью, материальностью красочного пятна и штриха. Они являются следом движения руки художника, пульсации его жизни и мысли.
На выставке в Библиотеке будет представлено более 40 живописных полотен Д.П. Федорина, отражающих разные десятилетия творческого пути автора.
За прошедшие со времени первой выставки годы автор экспонировал свои работы более чем на двадцати групповых и персональных выставках. Наследие художника составляет более 350 живописных полотен, часть из которых находится в музеях и частных собраниях Москвы, Санкт-Петербурга, Александрова, Новгорода, Берлина, Варшавы, Дижона, Токио, Мадрида, Нью-Йорка и других городов.
Выставка продлится до 5 марта в Белом и Бежевом залах Библиотеки (центр, 2-3 этажи).

Вход свободный (при предъявлении удостоверения личности).
Часы работы: пн-пт – с 11:00 до 21:00, сб-вс – с 11 до 19:00.
Адрес: Москва, ул. Николоямская, д. 1.
Проезд: от ст. метро «Таганская» – кольцевая: троллейбус M7, автобус 255 до ост. «Кинотеатр "Иллюзион"»; от ст. метро «Китай-город»: выход на улицу Солянка, троллейбусы М7, М8 до ост. «Николоямская улица».
Выставочный центр Библиотеки: exhib@libfl.ru
+7(495) 915-35-17

mercoledì 18 gennaio 2017

Laboratorio di scrittura creativa 2017 a Bologna.




















DALL’ALTRA PARTE DEL MARE è il tema del laboratorio di scrittura creativa collettiva e meticcia Eks&Tra, che si svolgerà dal 24 febbraio 2017 al Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna, presso la cattedra del prof. Fulvio Pezzarossa. Ci si può iscrivere entro gennaio 2017.

Occorre inviare la candidatura per mail sia a eksetra@libero.it sia a fulvio.pezzarossa@libero.it con breve curriculum. Nella mail i candidati possono proporre l’oggetto o la documentazione che abbiano riferimento al tema dei viaggi oltre il mare per raggiungere il mondo nuovo, lontano e sognato. Si terrà conto delle culture/lingue di provenienza degli allievi, e dell’uso pieno dell’italiano scritto.

Questo laboratorio è unico in Italia. La particolarità è di essere all’interno del percorso accademico del Dipartimento, ma anche aperto all’esterno a chi voglia parteciparvi ed abbia una storia di emigrazione, italiana o straniera, da raccontare.
Il laboratorio è gratuito, ma si richiede la disponibilità a frequentarlo ed a creare un racconto collettivo finale.

“Il Mediterraneo – scrive il prof. Pezzarossa – da sempre culla dell’umanità, spazio aperto agli scambi e agli incontri, è divenuto una immensa tomba a causa di una politica disumana, frutto della guerra di esclusione che la Fortezza Europa sta combattendo, in nome dell’egoismo e del razzismo, contro migranti in fuga da guerre e da carestie. Le coste, punto di approdo e di salvezza, oggi respingono “invasioni” indesiderate. Ma anche sulla terraferma, le politiche migratorie europee, come in altri luoghi del mondo, tendono ad erigere muri e ostacoli contro la proclamata necessità di scambi tra individui e culture.

Il titolo – prosegue il prof. Pezzarossa – allude alla relatività dei punti di vista, e delle posizioni storiche e sociali, che vedono alternativamente i popoli costretti alla partenza o spinti alla accoglienza, consentendo di ripercorrere le rotte e i cammini che, in un passato recente e nel dramma del presente, tra punto di imbarco e miraggio di approdo, disseminano i continenti di dolore e incomprensione, ma anche rinnovano culture e mentalità.

Gli esercizi narrativi del Laboratorio di scrittura interculturale, vogliono perciò rispondere alla necessità di dialogo e di scambio, oltre ogni barriera, e offrirsi come luogo di sperimentazione di nuove comunità, attraverso il recupero di storie, racconti, narrazioni che aiutino a guardare oltre gli stereotipi di questa epopea delle migrazioni, che coinvolge l’intera umanità”.

Il Laboratorio si articola in 8 incontri a partire dal 24 FEBBRAIO 2017, coordinati in qualità  di Tutor, dal noto scrittore Wu Ming 2, seguiti da un intervallo utile alla rifinitura dei testi scaturiti dal lavoro laboratoriale, e da 2 successivi incontri per la discussione e la messa in comune dei prodotti narrativi.

Gli incontri mirano a una creatività  collettiva, che avvicina identità  autoctone e presenze straniere.

Gli incontri si svolgono il VENERDI’ ORE 15-18, nell’Aula FORTI (via Zamboni 32) del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica.

Alla fine del laboratorio verrà pubblicato un e-book da parte di Eks&tra con i racconti creati durante l’esperienza laboratoriale.

Maggiori info su www.eksetra.net

martedì 17 gennaio 2017

Tobia Ravà a Spazio Tadini

A cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

La mostra a Milano di Tobia Ravà si svolgerà dal 19 gennaio al 19 febbraio 2017. 

Sarà un viaggio non solo alla scoperta di questo originale artista, ma uno spunto di riflessione sulla teologia, la filosofia, la Kabbalah, la matematica. Ha scritto su Ravà il matematico Piergiorgio Odifreddi: “One of Rava’s merits – by no means the least important – is to have succeeded in communicating this substance using the instruments of art that one can see with one’s eyes, illustrating in this way the science that can only be imagined with the mind”.

Un invito a riflettere su un aspetto che oserei dire è, a dir poco, affascinante partendo dalla lettura delle opere di Tobia Ravà ci ricorda che tutto ciò che la scienza può produrre può essere solo immaginato dalla mente. Un aspetto interessate che conferisce un’importanza basilare alla struttura del pensiero, agli aspetti cognitivi della visione e della creatività anche al pensiero scientifico. Infatti, lo sguardo sulle opere di Tobia valorizza anche il minimo dettaglio e si muove con la stessa curiosità di un bambino alla scoperta dei misteri e della magia del mondo.

Periodo espositivo: 19 gennaio – 19 febbraio 2017
Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli 24, 20131, Milano
contatti Milano Arte Expo: mail: milano.arte.expo@gmail.com – telefono Francesco Tadini +393662632523
Per ulteriori informazioni: Melina Scalise, telefono +393664584532 – mail ms@spaziotadini.it

giovedì 1 dicembre 2016

Библиотека иностранной литературы. Выставка живописи Игоря Тимчука «Земля и Вода»























Библиотека иностранной литературы представляет выставку живописи Игоря Тимчука, подготовленную в рамках многолетней программы выставочного отдела «Художник и библиотека». Выставка откроет посетителям двери мастерской художника и в то же время покажет работы из частных собраний российских коллекционеров.
Игорь Тимчук – известный московский художник украинского происхождения,  член Международного Союза художников, обладатель ряда наград и победитель номинаций (премия «Художник года» - «Российский Национальный Олимп»,  2007 г., «100 лучших художников России» - 2008 г. и др.). Его работы экспонировались на выставочных площадках России и за рубежом.
Поиски самовыражения Игоря Тимчука соприкасаются с синкретизмом разных традиций духовного мировосприятия человека. По словам художника, живопись для него является способом общения с Богом, где он не придумывает сюжетов.  Картины, вошедшие в экспозицию выставки, отсылают к образной системе полотен старых мастеров, иконописи и идее тихой созерцательности. В его интерпретациях религиозных тем использование сложных живописных техник, напоминание о ренессансной традиции non-finito органично переплетаются с современным пониманием композиции и искусства в целом.
Игорь Тимчук работает не только с религиозными темами. Особое отношение к природе и её живой связи с человеком представляет собой другую сторону интересов и поисков художника. Названием выставки послужили его одноименные работы («Земля и Вода» - 2001 г. и триптих 2016 г.). Также художник важное внимание уделяет генетической памяти и связи человека с его предками. Игорь Тимчук с 2000 года занимается этническим пением, исполняет аутентичные славянские песни. В 2002 году создал свой ансамбль «Край».

Торжественное открытие выставки состоится 8 декабря 2016 года в 18:00 в Бежевом зале (центральный вход, 3 этаж).

Вход свободный (при предъявлении удостоверения личности).
Часы работы: пн-пт – с 11:00 до 21:00, сб-вс – с 11 до 19:00.
Адрес: Москва, ул. Николоямская, д. 1.
Проезд: от ст. метро «Таганская» – кольцевая: троллейбус M7, автобус 255 до ост. «Кинотеатр "Иллюзион"»; от ст. метро «Китай-город»: выход на улицу Солянка, троллейбусы М7, М8 до ост. «Николоямская улица»
Выставочный центр Библиотеки: exhibit@libfl.ru, +7(495) 915-35-17